
Non ho mai fumato perché convinto che ciò potesse rendermi irresistibile al punto da avere una sigaretta fra le labbra pur senza inalarne il fumo, come fa Woody Allen al suo consueto appuntamento con una minorenne all’inizio di Manhattan, recitando una parte cui egli stesso non crede per primo (e noi con lui, visto che qualcuno avrebbe potuto spiegargli del fumo passivo inalato che lui stesso genera). Eppure mi trovo ad offrire un pacco di sigarette e sorbirmi il fumo passivo in cambio e mi ricordo della loro storia e di me stesso. Siamo in Svizzera, Svizzera francese per la precisione, fine settembre del 2007: le sigarette (o la loro storia)che sto offrendo, a questo punto anche a voi, le ho acquistate in un distributore a Losanna, immediatamente fuori dell’ingresso di una brasserie affollata di umanità, tanto fumo, risate e vino e del senso di stupore di me che non c’entro nulla con tutti loro. Due cameriere, una bonariamente abbondante ed elegante, passa il testimone,la segnalazione della mia presenza, alla collega, ossuta ed efficiente, che prende l’ordine, pulisce e riapparecchia il tavolo meccanicamente, più attenta ai soldi, sudici e in attesa di essere raccolti sul tavolo a fianco, che a me indeciso fra bistecca e fondue. In verità, non mi aspettavo un locale pubblico dove tutti potessero fumare liberamente e neppure mi aspettavo di poter trovare una stanza d’albergo a Losanna, dopo aver perso il treno che mi avrebbe portato a Milano da Neuchatel; né mi aspettavo che il tassista fosse così addormentato da non intuire la mia fretta nelle parole“riesce a portarmi in quaranta minuti a Losanna” e così poco d’aiuto da portarmici in un’ora, quando ormai il treno che lì fermava, è già ripartito alla volta dell’Italia.Non mi aspettavo neppure che iniziasse a piovere una volta a Losanna, una volta perso l’ultimo treno per Milano e con esso la certezza della giornata di lavoro la mattina successiva. Né che la carta di credito non funzionasse, così da impedirmi di poter prendere un’auto a noleggio, dopo essere rimasto a compilare le carte relative per circa dieci minuti. Né che di alberghi liberi a Losanna ve ne fossero strutturalmente pochi e che solo dopo un giro di mezzora fra gli hotel fossi così fortunato da trovarne uno dietro la stazione con una sola camera disponibile, ovviamente doppia e ovviamente di qualità (e prezzo) deluxe.… Queste sigarette hanno dunque una storia: preferisco offrirle perché davvero mi ricordano il livello cui può estendersi il senso della disorganizzazione, e la paura che se provassi a fumarle, potrebbe davvero ricapitarmi di nuovo tutto ciò che non mi sarei mai aspettato dalla Svizzera, soprattutto che in un paese così civile e organizzato potessero incontrarsi il sottoscritto, esempio massimo di disorganizzazione, ed una catena di eventi che ha dell’impensabile. Quando si viaggia da soli, è anche più facile trovarsi disorganizzati, la nostra onestà e rispetto per gli altri ciintima la puntualità prudenziale. Quelle sigarette hanno una storia, ora che ci penso. Le ho acquistate perché quelle sigarette sono prodotte a Neuchatel (puoi leggerlo sul lato corto del pacchetto). Sono state acquistate in un distributore a Losanna, vicino l’ingresso di una brasserie nella quale ho mangiato dopo essere rimasto a dormire lì, perché ho perso il treno da Neuchatel per Milano, e sono arrivato a Losanna in taxi convinto di poter prendere la coincidenza da Losanna per Milano, e ho perso pure quella eppoi ho cercato di prendere una macchina a noleggio, e poi ha iniziato a piovere eppoi…..continua!

Per i molti Los Angeles è considerata un luogo dove la fantasia si concretizza in realtà, dove è possibile scorgere le amatissime celebrità, fare shopping a Beverly Hills, ritrovarsi in una strada che ci ricorda tanto un film, andare in spiaggia ed essere sorpresi dalle torrette stile Baywatch; bè ciò rappresenta solo un piccolissimo assaggio di ciò che offre la Città degli...
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